I pilastri della Koinonia Giovanni Battista per i giovani: parola e condivisione

I pilastri della Koinonia Giovanni Battista per i giovani: parola e condivisione

Verso il Sinodo dei Giovani

Attraverso l’organizzazione del Sinodo dei giovani la Chiesa vuole entrare in contatto con questa realtà che, oggi più che mai, è diventata una questione sfuggente e difficile da afferrare. Oggi infatti ci troviamo in un contesto in cui le nuove tendenze, diffuse immediatamente in tutto il mondo e in modo accessibile a tutti, cambiano ripetutamente e quasi giornalmente il loro modo di percepire e vivere.

Noi, Koinonia Giovanni Battista, seguiamo da vicino questa realtà e da anni cerchiamo in tanti modi di trovare la strada per entrare in relazione con i giovani, così come sono, così come vivono, seguendo i cambi generazionali e cercando di dare risposte fresche, che possano sorprendere e catturare la loro attenzione.

Alcuni dicono che i giovani sono un problema, altri che sono il futuro… Ma chi li ascolta veramente?

È quando si comincia ad ascoltare ciò che dicono, cosa è importante per loro, non per cambiarli, ma per essere ispirati dalla loro sensibilità verso tutto quello che accade, che si apre una possibilità. Infatti, solo quando ci si sente ascoltati, ci si apre ad un ascolto, altrimenti si rischia che ogni parola detta passi inascoltata, come qualcosa che non ci riguarda.

Cosa chiedono i giovani? In loro c’è il desiderio di una parola autentica. La sfida è insegnare a distinguere tra tante voci, distinguere la parola che fa ardere il cuore e riempie di speranza. Come i discepoli di Emmaus, anche i giovani spesso sono talmente immersi nelle loro questioni che non sentono; ma quando la parola di Gesù risuona, dopo si rendono conto che «ardeva il loro cuore».

In ogni piattaforma dei social network troviamo la modalità, più spontanea e più diffusa tra i giovani, con la quale reagire di fronte a qualsiasi cosa che li stupisca o meravigli: condividere. Questa è una realtà dei nostri tempi: condividere tutto ciò che si vive, si sente, si vede, dalle cose più banali ai pensieri più profondi.

Come Koinonia, vogliamo promuovere una condivisione non solo di ciò che si sente al momento, ma che essa sia un potente strumento per scoprirsi davanti all’altro, per poter essere se stessi, per scoprire che anche colui che mi è accanto ha aspirazioni, desideri, paure, sogni come me. Condividendo scopriamo chi siamo noi e chi sono gli altri.

Parola e condivisione sono i due pilastri della nostra proposta per i giovani, due pilastri che comportano una logica conseguenza: un cuore che arde e occhi che si aprono portano ad andare incontro al fratello, al lontano, all’altro giovane con la gioia del Vangelo.

Così anche noi ci accingiamo al Sinodo, attraverso tre passi: “ascoltare” perché si riscaldi il cuore, “condividere” per entrare in relazione d’amicizia ed  “annunciare” la gioia di credere nella vita nuova perché, come dice il documento preparatorio per il Sinodo, ogni giovane possa «esprimere la propria originalità in un percorso verso la pienezza di vita».

Carola Iacuitto

Articolo tratto dalla rivista periodica della Koinonia “il KeKaKò”


2018-08-09T22:10:59+00:0015/07/2018|Giovani|

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