Mi mancava l’esperienza di Gesù vivo

Mi mancava l’esperienza di Gesù vivo

Tutto iniziò con un pellegrinaggio a Medjugorje

«Mi chiamo Fabrizio, sono un medico-dentista di Torino e con la famiglia, mia moglie Rosanna e le figlie Federica e Francesca, frequentiamo da oltre 8 anni l’Oasi di Biella della Koinonia Giovanni Battista».

Ci puoi raccontare le tue precedenti esperienze?

«Nasco da una famiglia di atei, mia mamma francese di Parigi, dove ho anche vissuto da bambino, e mio padre italiano. Un matrimonio finito purtroppo con un divorzio; ma, a dispetto di tutto, i miei genitori hanno sempre continuato a frequentarsi da buoni amici insegnandomi il rispetto per gli altri. Forse erano semplicemente dei “credenti non consapevoli”: ricordo l’amore infinito di mia madre per tutti e in fondo anche per Gesù, alla fine della sua vita. Mi sono laureato a Torino in Medicina e Chirurgia, specializzato poi in chirurgia odontoiatrica a Parigi e successivamente a Göteborg (Svezia) e all’Avana (Cuba) dove in 6 anni ho conseguito un PhD in chirurgia sperimentale. Tutto questo però rappresentava il mio “uomo vecchio”, con le ambizioni del mondo, di cui parla l’apostolo Paolo, e finalmente arrivò la chiamata del Signore, anche se avvenne in maniera brusca».

Come è iniziata la conversione?

«Negli anni ‘90 ho vissuto la morte di mio cognato, all’età di 33 anni, per leucemia, poi di mio padre e di mia madre, e infine io e mia moglie perdiamo tre bambini nel corso delle gravidanze; insomma, la chiamata era forte e palese! Ma anziché buttarsi nella depressione incominciammo a scoprire l’amore di Dio: chi ci è venuto a mancare nella nostra vita diventa come un angelo per noi, è cambiata solo la relazione! Si frequentava la chiesa, a volte si pregava, ma mancava qualcosa, in realtà mancava tanto: l’esperienza di Gesù vivo nella nostra vita personale!»

Il Signore ti stava chiamando?

«Sì, ma ancora non si sapeva dove e come, la svolta, la chiamata vera arrivò circa 13 anni fa. Iniziò tutto con un pellegrinaggio a Medjugorje: ricordo con un gruppo di Padova, le due guide che avevamo facevano parte del Rinnovamento Carismatico e sentii per la prima volta la preghiera in lingue, cosa che in realtà non mi sembrò strana e che accolsi subito pur non essendo ancora capace di farla. In quella località della Bosnia (esistono varie comunità religiose, ognuna con il suo specifico carisma) rimaniamo colpiti dalla Comunità Cenacolo fondata da suor Elvira. Nel cuore sentivo fortissima la chiamata ad una missione per aiutare come potevo gli altri, così forte da togliere il sonno! Ma non succedeva nulla! Avendo una personale amicizia con Viska, una dei veggenti, le porsi la domanda: quando e come? Lei candidamente mi rispose di affidare tutto a Dio che già aveva realizzato il suo piano e solo di aspettare i suoi tempi. E così fu!».

Puoi raccontarci come?

Tutto iniziò con una richiesta alle nostre guide se conoscevano un gruppo di preghiera forte che potesse esistere vicino a casa nostra, così, subito, ci dettero il numero di telefono di Antonietta, una signora della Koinonia con un forte carisma di profezia! Appena la chiamammo, rispose subito: “vi stavo aspettando!”… più chiaro di così! Questo quasi nove anni fa. Fu così che iniziò la nostra avventura in questa bellissima famiglia, dove, come dice p. Alvaro: “si entra per chiamata, ma si rimane per amicizia”. E fu in questa Comunità che finalmente sperimentai l’incontro vero con Gesù, l’Amore che si fa amico e fratello per te, dove nei fratelli vivi e sperimenti questo amore».

Eri contento?

«Non so. Nel mio cuore però rimaneva forte il desiderio della missione! Anche questo iniziò a realizzarsi circa 6 anni fa con l’esperienza di volontariato nella Comunità Cenacolo dove si curavano i ragazzi tossicodipendenti, opera che come dentista svolgo ancora adesso. Il mio desiderio di missione però non si placava ancora, questo non lo ritenevo sufficiente! Dio però aveva già scritto la storia, e anche questa iniziò secondo i suoi tempi».

Come si manifestò tutto ciò e dove pensi che possa portare?

«Esattamente il 30 aprile dello scorso anno, durante un incontro di preghiera nell’Oasi di Biella, ricevetti nel cuore una parola, che scrissi ma non volli subito condividere con tutti se non con il mio pastore p. Luca. Il mese successivo, era maggio, si svolse a Praga il Seminario sulla Famiglia, in quell’occasione p. Luca volle che condividessi con p. Alvaro la parola; ricordo che appena la ascoltò, si illuminò in volto, non dimenticherò mai il suo sorriso! Subito, con un discernimento di una rapidità sconvolgente (grande in lui questo carisma) disse: “A ottobre partirà la realtà di Torino”».

E così fu!

«A ottobre dello scorso anno, infatti, grazie a circostanze direi incredibili, ma sicuramente guidate dall’intervento di Dio che le ha rese possibili, partì al Sermig quella che io per ora chiamo: l’avventura di Torino. È una nuova esperienza di evangelizzazione in questa città durante la quale vogliamo affidarci completamente a Lui! Forti anche di una parola profetica avuta da Antonietta, proclamiamo la Vittoria di Cristo per tutta Torino! Ecco la missione, ecco l’Opera del Signore che incomincia a realizzarsi».

Che riflessioni puoi fare su tutto questo?

Alla luce di tutto ciò, e soprattutto volgendo gli occhi indietro, possiamo renderci conto che nelle varie fasi della nostra vita, molti avvenimenti, fatiche, croci, sofferenze, se accettate docilmente, secondo una visione che non ci appartiene, ma che fa parte dei piani di Dio, concorrono alla realizzazione dell’Opera Salvifica di Cristo e alla realizzazione dell’Amore per Dio e tra i fratelli. Confido e prego che il Signore mi dia la grazia di non distogliermi mai dal suo Sogno, dal suo Progetto che Lui ha per me e per ognuno di noi».

Cristina Lunardi

Chi è: Fabrizio Morelli nasce il 14 febbraio 1957 a Torino da una famiglia atea che poco dopo divorzia, mantenendo però un bel rapporto tra tutti. Nel 1984 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino e nel 1986 la specializzazione in Chirurgia Odontoiatrica (École Salpêtrière, Parigi). Successivamente, Master in Parodontologia a Göteborg nel 2001 e dal 2008, PhD in Chirurgia Sperimentale a La Universidad S. Allende, La Habana. Attualmente gestisce un centro odontoiatrico in Torino assieme ad una decina di collaboratori. Nel 1989 si sposa con Rosanna e negli anni 1998 e 2005 nascono Federica e Francesca. Negli anni ‘90 vive la morte del cognato a 33 anni per leucemia, del papà, della mamma e di tre bambini in gravidanza. Nel 2005 fa vari pellegrinaggi a Medjugorje e frequenta in modo saltuario gruppi di preghiera, carismatici e non. Nel 2010 conosce la Koinonia Giovanni Battista e poco dopo ne diviene membro presso l’Oasi di Biella (BI) dove attualmente è coordinatore. Dal 2012 è volontario presso la Comunità Cenacolo presso Saluzzo (CN). Dal 2017, con la famiglia e insieme al suo pastore p. Luca e ai consacrati della Comunità, svolgono regolari incontri di evangelizzazione nella città di Torino, iniziando una nuova Comunità familiare dell’Oasi di Biella.

Articolo tratto dalla rivista periodica della Koinonia “il KeKaKò”


2018-12-05T09:59:14+00:0020/10/2018|Famiglia, Testimonianza|

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